E’ molto probabile che presto i libri di testo di anatomia debbano essere riscritti! Infatti, fino a qualche tempo fa, si era convinti che l’unico organo che non avesse un collegamento diretto con il sistema linfatico era il cervello (2009 – CNS immune privilege). E’ di pochi giorni fa la notizia che alcuni ricercatori della Università della Virginia, studiando le meningi di topi, hanno dimostrato al microscopio che esistono dei canali linfatici. Questa scoperta, che va ancora confermata da altri centri di ricerca, avrebbe delle implicazioni importanti per capire le cause e quindi le relative terapie per alcune malattie autoimmuni come la Sclerosi Multipla o come l’Alzheimer.

 

Quando Antoine Louveau, ricercatore post-doctoral, ha portato la notizia di questa scoperta a Jonathan Kipnis, professore del dipartimento di NeuroScience e capo del centro di Immunologia Cerebrale, il professore incredulo ha voluto verificare lui stesso l’esistenza di questi canali linfatici nel cervello.

 

Il sistema immunitario è un sistema complesso che ci aiuta a difenderci da virus, da batteri patogeni ecc., mentre il sistema linfatico è una rete di canali che trasporta un fluido, la linfa, che permette al nostro corpo di liberarsi delle tossine e di tutto ciò che non ha bisogno e che si collega ai linfonodi: in questo senso il sistema linfatico è una componente importante del sistema immunitario.

 

Ma perché se convalidata è una scoperta importante? Prendiamo per esempio la Sclerosi Multipla (MS): fino a ieri si pensava che questa malattia, che colpisce un po’ meno di 3 milioni di persone nel mondo, inizia ad aggredire la mielina dei nervi della spina dorsale, degli occhi, degli arti periferici per poi arrivare a colpire il cervello; con questa scoperta si può invece ipotizzare che la malattia inizi proprio nel cervello partendo dai canali linfatici.

 

Ma forse si può anche arrivare a capire il tanto discusso “effetto placebo” e al suo contrario “effetto nocebo”? Chissà!

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